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Informazioni Dettagliate

  • Acufeni e Disturbi dell'Udito

    Gli acufeni e i disturbi dell’udito sono condizioni frequenti che possono influire in modo significativo sulla qualità della vita, sul sonno e sulla capacità di concentrazione. Gli acufeni si manifestano come percezioni sonore soggettive – fischi, ronzii, fruscii o pulsazioni – avvertite in assenza di stimoli esterni. Possono comparire in modo improvviso o graduale e interessare uno o entrambi gli orecchi.


    I sintomi associati includono spesso riduzione dell’udito, senso di ovattamento, difficoltà a seguire le conversazioni, soprattutto in ambienti rumorosi, e affaticamento mentale. In alcuni casi, l’acufene è più evidente nei momenti di silenzio o durante la notte, interferendo con il riposo. È importante sapere che l’intensità del rumore percepito non sempre corrisponde alla gravità del disturbo uditivo, ma può essere amplificata da stress, ansia e alterazioni del sonno.


    Le cause possono essere diverse: esposizione prolungata a rumori intensi, invecchiamento fisiologico dell’orecchio, infezioni, accumulo di cerume, patologie dell’orecchio interno o alterazioni della circolazione. Talvolta gli acufeni sono associati a perdita uditiva, altre volte rappresentano un sintomo isolato.


    La valutazione otorinolaringoiatrica consente di inquadrare correttamente il problema, individuando eventuali cause trattabili e distinguendo forme transitorie da condizioni croniche. Il percorso diagnostico include l’analisi dei sintomi e l’esame delle strutture dell’orecchio.


    Le terapie mirano a ridurre l’impatto del disturbo sulla vita quotidiana e possono includere trattamenti medici, strategie di riabilitazione uditiva e interventi mirati a migliorare la percezione sonora e il benessere generale. Un approccio personalizzato aiuta a gestire il sintomo in modo efficace, restituendo comfort e qualità di ascolto.

  • Sinusite

    La sinusite è un’infiammazione dei seni paranasali, cavità piene d’aria collegate alle fosse nasali, la cui funzione è contribuire alla respirazione, alla risonanza della voce e alla regolazione dell’umidità dell’aria inspirata. Quando il normale drenaggio del muco viene ostacolato, i seni possono infiammarsi e diventare sede di accumulo di secrezioni, favorendo la comparsa di sintomi anche molto fastidiosi.


    I sintomi della sinusite variano in base alla fase e alla durata della patologia. Nelle forme acute sono frequenti dolore o senso di pressione al volto, localizzato a livello di fronte, zigomi o intorno agli occhi, naso chiuso persistente, secrezioni nasali dense, talvolta purulente, riduzione dell’olfatto, cefalea e senso di stanchezza generale. Il dolore può accentuarsi piegando la testa in avanti o al risveglio. Nelle forme croniche, invece, i sintomi possono essere meno intensi ma più prolungati nel tempo, con una sensazione costante di naso ostruito, peso facciale e difficoltà respiratoria.


    Le cause della sinusite sono molteplici. Spesso deriva da una rinite non risolta, soprattutto se di origine allergica, ma può essere favorita anche da infezioni virali o batteriche, deviazione del setto nasale, ipertrofia dei turbinati, polipi nasali, esposizione a fumo o inquinanti e riduzione delle difese immunitarie. In alcuni casi, episodi ripetuti di sinusite indicano una predisposizione anatomica o una condizione infiammatoria cronica delle mucose.


    La diagnosi si basa sulla valutazione clinica e sull’esame delle cavità nasali, che consente di comprendere la natura dell’infiammazione e la presenza di eventuali ostacoli al drenaggio dei seni. Un corretto inquadramento è essenziale per evitare trattamenti inefficaci o ripetuti nel tempo.


    La terapia dipende dalla forma e dalla causa della sinusite. Nelle fasi acute il trattamento è prevalentemente medico e mira a ridurre l’infiammazione, fluidificare le secrezioni e favorire il drenaggio dei seni. Nelle forme croniche o recidivanti, quando la terapia farmacologica non è sufficiente, può essere indicato un approccio chirurgico per correggere alterazioni anatomiche o rimuovere ostacoli che impediscono una corretta ventilazione dei seni paranasali. L’obiettivo è ripristinare una respirazione funzionale e prevenire nuove riacutizzazioni, migliorando in modo duraturo la qualità della vita.

  • Vertigini e Disturbi dell'equilibrio

    Le vertigini e i disturbi dell’equilibrio rappresentano una delle cause più frequenti di consulto in ambito otorinolaringoiatrico e possono avere un impatto rilevante sulla vita quotidiana. Si manifestano con la sensazione che l’ambiente ruoti o che il corpo perda stabilità, spesso accompagnata da nausea, vomito, sudorazione fredda, difficoltà a camminare e senso di insicurezza nei movimenti. È importante distinguere le vertigini vere dai semplici capogiri, poiché le cause e l’approccio terapeutico sono differenti.


    Tra le patologie più comuni responsabili di questi disturbi vi sono le alterazioni dell’orecchio interno, sede del sistema vestibolare. La vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB) è una delle forme più frequenti ed è caratterizzata da crisi brevi e intense scatenate da specifici movimenti della testa. La labirintite è un’infiammazione del labirinto, spesso di origine infettiva, che provoca vertigini improvvise e prolungate, associate a nausea intensa e, talvolta, a riduzione dell’udito. La neurite vestibolare coinvolge il nervo dell’equilibrio e determina vertigini acute senza disturbi uditivi. La malattia di Ménière, invece, si presenta con episodi ricorrenti di vertigini, acufeni, senso di orecchio pieno e calo dell’udito.


    I sintomi possono variare per durata e intensità: alcune vertigini sono episodiche e di breve durata, altre persistenti e invalidanti. Spesso si associa una difficoltà a mantenere l’equilibrio anche dopo la fase acuta, con paura di cadere e limitazione delle attività quotidiane.


    La valutazione otorinolaringoiatrica consente di individuare la causa del disturbo e distinguere le forme periferiche da quelle di altra origine. Il percorso diagnostico è essenziale per impostare un trattamento adeguato.


    Le terapie sono mirate alla causa sottostante e possono includere manovre riabilitative specifiche, trattamenti farmacologici per controllare nausea e vertigini, e programmi di riabilitazione vestibolare per favorire il recupero dell’equilibrio. Un intervento precoce e personalizzato aiuta a ridurre le recidive e a migliorare in modo significativo la qualità della vita.

  • Otosclerosi

    L’otosclerosi è una patologia dell’orecchio medio caratterizzata da un’alterazione del normale processo di rimodellamento osseo che coinvolge in particolare la staffa, uno dei tre ossicini deputati alla trasmissione dei suoni. Quando questo meccanismo si irrigidisce, la catena ossiculare perde mobilità e il suono non viene più trasmesso correttamente all’orecchio interno, determinando una riduzione progressiva dell’udito.


    Il sintomo principale è una perdita uditiva graduale, spesso inizialmente monolaterale e più evidente per i suoni gravi. Molti pazienti riferiscono la necessità di alzare il volume della voce o della televisione e una difficoltà crescente nel seguire le conversazioni, soprattutto in ambienti rumorosi. In alcuni casi possono comparire anche acufeni e, più raramente, disturbi dell’equilibrio. Una caratteristica curiosa dell’otosclerosi è che alcune persone percepiscono la propria voce come troppo forte, fenomeno noto come autofonia.


    Le cause non sono completamente chiarite, ma esiste una componente genetica importante: la patologia è più frequente in soggetti con familiarità e tende a manifestarsi in età giovane-adulta, con una maggiore incidenza nel sesso femminile. Fattori ormonali possono influenzarne l’evoluzione, motivo per cui la progressione può accentuarsi in particolari fasi della vita.


    La diagnosi si basa sulla valutazione otorinolaringoiatrica, sull’analisi dei sintomi e sugli esami audiologici, che permettono di distinguere l’otosclerosi da altre cause di ipoacusia.


    Le terapie dipendono dalla gravità del disturbo. Nelle forme iniziali può essere indicato un monitoraggio nel tempo o l’uso di dispositivi acustici per migliorare l’ascolto. Nei casi più avanzati, quando la perdita uditiva diventa significativa, è possibile ricorrere a un intervento chirurgico mirato a ripristinare la trasmissione del suono. Un corretto inquadramento consente di scegliere il percorso più adatto e migliorare in modo concreto la qualità della vita uditiva.

  • Otoliti e Manovra di Semont

    Gli otoliti sono minuscoli cristalli di carbonato di calcio presenti nell’orecchio interno, all’interno dell’apparato vestibolare, e svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’equilibrio. In condizioni normali restano nella loro sede fisiologica, ma quando si spostano o si distaccano possono interferire con il corretto funzionamento del sistema vestibolare, dando origine alla vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB), una delle cause più comuni di vertigini.


    Il sintomo tipico è la comparsa improvvisa di vertigini intense e brevi, spesso descritte come una sensazione di rotazione dell’ambiente, che si manifestano in seguito a specifici movimenti della testa, come girarsi nel letto, alzarsi, chinarsi o guardare verso l’alto. Le vertigini possono essere accompagnate da nausea, instabilità e paura di cadere, ma generalmente non si associano a perdita dell’udito o acufeni. Una particolarità di questo disturbo è che, pur essendo molto fastidioso, non è legato a una patologia neurologica grave.


    La causa principale è lo spostamento degli otoliti nei canali semicircolari, dove stimolano in modo anomalo i recettori dell’equilibrio. Questo fenomeno può verificarsi spontaneamente, dopo piccoli traumi, infezioni dell’orecchio interno o periodi di immobilità prolungata.


    La diagnosi è clinica e si basa sulla valutazione dei sintomi e sull’osservazione dei movimenti oculari evocati da specifiche manovre diagnostiche. Una volta individuato il canale coinvolto, è possibile intervenire in modo mirato.


    La manovra di Semont è una procedura terapeutica non invasiva utilizzata per trattare alcune forme di VPPB. Consiste in una sequenza rapida e controllata di movimenti del corpo e della testa, eseguiti dallo specialista, con l’obiettivo di ricollocare gli otoliti nella loro sede naturale. In molti casi la manovra porta a un miglioramento immediato o a una risoluzione completa dei sintomi. Eventuali recidive possono essere trattate con ulteriori sedute o con esercizi di riabilitazione vestibolare, restituendo stabilità e sicurezza nei movimenti quotidiani.


    Per chi necessita di una valutazione specialistica e di un trattamento mirato per le vertigini da otoliti, questa procedura può essere eseguite anche presso il nostro centro di Roma EUR, garantendo un inquadramento accurato del disturbo e un intervento tempestivo.

  • Fibroscopia

    La fibroscopia naso-faringo-laringea è un esame diagnostico che consente di osservare in modo diretto e dettagliato le strutture interne di naso, faringe e laringe, aree fondamentali per la respirazione, la voce e la deglutizione. È uno strumento di grande utilità quando i sintomi persistono nel tempo o non trovano spiegazione con una semplice valutazione clinica.


    I sintomi che più frequentemente portano a eseguire una fibroscopia includono raucedine o abbassamento della voce persistente, difficoltà o fastidio alla deglutizione, sensazione di corpo estraneo in gola, tosse cronica, ostruzione nasale non risolvibile e disturbi respiratori. In alcuni casi l’esame è indicato anche per approfondire russamento importante o sospette alterazioni delle vie aeree superiori.


    Una particolarità della fibroscopia è che permette di valutare non solo l’aspetto anatomico, ma anche la funzionalità delle strutture osservate, ad esempio il movimento delle corde vocali durante la fonazione o la dinamica della deglutizione. Molti disturbi della voce o della gola, infatti, non sono visibili dall’esterno e possono essere compresi solo attraverso una visualizzazione diretta.


    La procedura è rapida, minimamente invasiva e generalmente ben tollerata. Viene eseguita introducendo una sottile fibra ottica attraverso il naso, senza necessità di sedazione, e consente di ottenere informazioni immediate. La diagnosi che ne deriva permette di individuare infiammazioni, restringimenti, alterazioni funzionali, noduli, polipi o altre lesioni, guidando in modo preciso le scelte terapeutiche.


    Le terapie dipendono dalla causa individuata e possono includere trattamenti medici, riabilitazione logopedica, monitoraggio nel tempo o, in casi selezionati, un approccio chirurgico mirato.


    Per chi presenta disturbi persistenti della voce, della gola o della respirazione, la fibroscopia può essere eseguita anche in ambito specialistico nel nostro ambulatorio situato a Roma EUR, offrendo un inquadramento accurato e tempestivo delle problematiche otorinolaringoiatriche.

  • Polisonnografia

    La polisonnografia è un esame diagnostico fondamentale per lo studio dei disturbi del sonno e della respirazione notturna. È indicata in presenza di russamento persistente, sospette apnee notturne, risvegli frequenti, sonnolenza diurna, cefalea mattutina e difficoltà di concentrazione. Durante il sonno possono infatti verificarsi pause respiratorie di cui il paziente non è consapevole, ma che nel tempo possono incidere sulla salute cardiovascolare, sul metabolismo e sulla qualità della vita.


    Attraverso la polisonnografia vengono monitorati diversi parametri fisiologici, come respirazione, ossigenazione del sangue, frequenza cardiaca e movimenti, consentendo una valutazione accurata del riposo notturno. L’esame permette di distinguere tra disturbi lievi del sonno e forme più strutturate di apnea ostruttiva, fornendo indicazioni utili per impostare un percorso terapeutico mirato. Una caratteristica importante è che i sintomi non si manifestano solo di notte: stanchezza cronica, irritabilità e calo della concentrazione sono spesso segnali di un sonno non ristoratore.


    Presso il nostro ambulatorio otorinolaringoiatrico di Roma EUR, la polisonnografia viene eseguita con modalità pensate per garantire il massimo comfort. È l’otorinolaringoiatra stesso a fornire il dispositivo, a posizionare correttamente i sensori e a spiegare in modo dettagliato ogni fase dell’esame. Vengono fornite istruzioni chiare e personalizzate, così da permettere al paziente di svolgere la registrazione notturna a casa propria, nel proprio ambiente, in totale tranquillità.


    Il mattino successivo, lo specialista si occupa dell’analisi dei dati raccolti. Questo approccio consente di ottenere risultati attendibili, riducendo lo stress e favorendo un sonno il più naturale possibile, elemento fondamentale per una corretta diagnosi e per la definizione delle terapie più adeguate, che possono includere interventi comportamentali, dispositivi per la respirazione notturna o trattamenti mirati sulle vie aeree superiori.